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[Unimore] La memoria come atto creativo. La relazione tra engrammi ed exogrammi e la costruzione della realtà (Vittorio Iervese) #CPIT1
[Unimore] La memoria come atto creativo. La relazione tra engrammi ed exogrammi e la costruzione della realtà (Vittorio Iervese) #CPIT1
Talk: [Unimore] La memoria come atto creativo. La relazione tra engrammi ed exogrammi e la costruzione della realtà (Vittorio Iervese) #CPIT1 Science
#memoria #realtà #cervello
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Il film Blade Runner è stato girato nel 1982 ma è ambientato nell’anno 2028. Racconta di Deckard, un detective che ha il compito di recuperare dei replicanti fuori controllo. Rachel è una di questi. Per dimostrare che Rachel è una replicante, Deckard ricorre a una strategia tanto semplice quanto fatale: narra i ricordi che Rachel stessa nutre del proprio passato. Rachel vede così crollare il fondamento di ciò che fino ad allora ha ritenuto essere la sua vita. Il detective conclude freddamente: quella di Rachel non è una vita vissuta, i suoi sono ricordi impiantati. Le memorie di Rachel appartengono a qualcun altro. E Rachel piange. Questo esempio dimostra in modo esemplare ciò su cui riposa una memoria autobiografica: non certo sulle esperienze vissute che il sistema neurale ha codificato in forma di sinapsi, bensì su quei contenuti che, all’interno del vasto insieme dei vissuti personali, vengono accettati e sanciti dall’ambiente sociale.

La memoria non è un archivio ma un sistema di navigazione dinamico, che ci rende capaci di guardare avanti là dove ancora si vuole arrivare; come dice la poetessa americana Marie Howe: “Memory is a poet, not an historian”.

Questo fenomeno rimanda a un ulteriore aspetto, di estremo interesse: la memoria non dipende soltanto dall’autenticazione sociale, ma anche e in misura straordinariamente grande da fonti, dati e marcatori esterni. In altre parole, la memoria non lavora soltanto all’interno dell’organismo, ma anche e soprattutto all’esterno di esso poiché molti contenuti di memoria vengono costruiti al di fuori della rete neurale.

Una traccia di memoria interna è chiamata tecnicamente “ENGRAMMA” mentre si definisce “EXOGRAMMA” lo spunto o la traccia esterni. Una memoria si rende quindi evidente nella relazione tra engramma e exogramma. Quegli attivatori o punti di ingresso che chiamiamo “exogrammi” sono particolarmente efficaci se riescono a collegare il vissuto personale con dati più generali. Gli exogrammi lavorano in tandem con gli engrammi per costruire un complesso sistema rappresentativo e figurativo. Con questo termine si intende qui che gli esseri umani hanno ideato dei modi per rappresentare la realtà inducendo ad una continua ri-formattazione di una rete di memoria ibrida che innesca l’aggiornamento e la ri-scrittura dei ricordi.

SHARMED
(Shared memories and dialogues) è un progetto approvato e finanziato nell’ambito del programma Erasmus+ dell’Unione Europea che si occupa della memoria come di una narrazione del passato legata al presente e alle interazioni. Il progetto, promosso e coordinato dal Dipartimento di Studi linguistici e culturali (Università di Modena e Reggio Emilia) in collaborazione con University of Suffolk (UK) e Frederich Schiller Universität Jena (D), prevede dei laboratori sperimentali con i bambini e utilizza le immagini fotografiche private come exogrammi. Questo intervento intende illustrare un approccio di ricerca interdisciplinare e innovativo oltre alle molteplici applicazioni dei primi risultati ottenuti.



Speakers:

**Vittorio Iervese** ***



Level:

Beginner

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