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[Unimore] Io non ho paura (Nicola Barbieri) #CPIT1
[Unimore] Io non ho paura (Nicola Barbieri) #CPIT1
Workshop: [Unimore] Io non ho paura (Nicola Barbieri) #CPIT1 Other
#paura #università #cultura
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Il terrorismo si è sempre manifestato nella storia come fenomeno locale, circoscritto a determinate realtà sociali e politiche. Solo da un decennio a questa parte, con un escalation negli ultimi 3 anni, è diventato un fenomeno globale, soprattutto sulla spinta di una sua radicalizzazione in chiave pseudo-religiosa. 

Questo ha comportato un diffuso senso di incertezza e di paura, non solo nelle società occidentali (tradizionale bersaglio del terrorismo pseudo-religioso da Al-Qaeda all’ISIS), ma anche in quelle non occidentali, come i recenti fatti accaduti nell’area medio-orientale stanno a testimoniare.

Ciascuno di noi, a qualunque “civiltà” appartenga, si trova dunque a dover fronteggiare situazioni assolutamente nuove e profondamente destabilizzanti, quali l’essere aggredito da sconosciuti armati nei normali  momenti della vita quotidiana: in strada, al ristorante, sulla spiaggia, allo stadio, in discoteca, al mercato, in un museo, all’improvviso possiamo diventare bersaglio di un attacco terroristico “globale”, magari perché ci si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, come è capitato alla giovane collega Valeria Solesin, ricercatrice morta nel disastro del Bataclan.

La reazione a questi eventi, amplificata a dismisura e con notevoli effetti distorsivi sia dai tradizionali mezzi di comunicazione di massa, sia dal social media, è di solito l’avere paura, a cui segue un senso di impotenza, di incapacità di reazione, di rassegnata frustrazione. All’emozione suscitata da questi eventi segue un silenzio preoccupante, fino all’evento successivo, in un copione ripetitivo che sembra non avere via d’uscita.

Occorre pertanto ripensare la formazione, al fine di identificare quelle risorse educative che, magari già presenti nei processi formativi erogati dalle tradizionali agenzie educative formali (scuola) e non formali (famiglia, associazionismo sportivo e giovanile), possono essere incanalate per una soluzione positiva di vicende tragiche nelle quali ci si possa casualmente imbattere, vincendo così la paura di tipo “pànico” e trasformandola nel primo step di una reazione positiva per la propria e l’altrui sopravvivenza e per una riaffermazione a pieno titolo della “vita”, contro la logica terroristica della “morte”.

Una particolare attenzione può essere data alla formazione universitaria, visto che i soggetti in questione sono giovani adulti pienamente responsabili dal punto di vista giuridico, in grado di prendere e far prendere decisioni, dotati e/o dotabili di strumenti culturali che permettono loro di leggere nel profondo gli eventi e di dominarli razionalmente.



Speakers:

Nicola S. Barbieri (Cremona, 1959) è professore associato di storia della pedagogia presso il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Scout dal 1969, è cintura nera II dan e allenatore di judo. Sposato con Elena Poppi, ha due figli, Claudio e Sofia. 



Level:

Beginner

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